Uno dei panel tematici della Conferenza sul futuro dell’Europa è dedicato alla politica estera e alla migrazione. Il fenomeno dei flussi migratori verso l’Europa è diventato particolarmente rilevante negli ultimi anni, in particolare in seguito alla crisi del 2015, quando sono stati registrati flussi migratori di dimensioni mai viste dai tempi della Seconda guerra mondiale.

L’enorme portata del fenomeno ha reso necessario un intervento dell’Unione europea a diversi livelli, che comprendesse misure in grado di gestire l’immigrazione legale e volte a porre un freno a quella illegale e un sistema di regole sull’asilo diffuso in tutta Europa. Tutto ciò necessita di costanti riforme ed integrazioni finalizzate a implementare i controlli alle frontiere e una condivisione maggiormente equilibrata della responsabilità tra i singoli Stati membri dell’Unione.

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Sono molteplici le ragioni alla base di questo fenomeno che coinvolge un complesso universo di fattori, tra cui la sicurezza, la demografia, i diritti umani e la povertà.

Nel corso degli ultimi anni il numero di migranti che hanno cercato di raggiungere l’Europa via mare è diminuito, e con esso anche il numero di attraversamenti illegali alle frontiere; tuttavia, restano importanti lacune da colmare nell’ambito della gestione europea del sistema dell’asilo.

Le istituzioni coinvolte nel processo legislativo dell’Unione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio, hanno avviato un processo di riforme finalizzate ad una sostanziale riorganizzazione delle regole sull’asilo. Tale processo è stato avviato con un rafforzamento dei controlli alle frontiere, nel 2017 ma la riforma della politica comune di asilo è ancora in fase di stallo; pertanto, la Commissione europea ha proposto un Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo che mira a velocizzare le procedure sul sistema dell’asilo, nell’ambito di un processo di revisione del regolamento di Dublino, che definisce quale Paese debba prendere in carico la protezione di un richiedente asilo.

La politica migratoria a livello europeo è competente a stabilire le condizioni di ingresso e di soggiorno, ma gli Stati conservano la propria autorità nello stabilire i volumi e delle persone provenienti da paesi terzi da ammettere. L’Unione inoltre definisce i termini della politica di rimpatrio ma una delle criticità più evidenti riguarda la mancanza di uniformità tra i vari ordinamenti degli stati membri.

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È in questo quadro che si collocano le proposte dei cittadini selezionati a partecipare alla Conferenza sul futuro dell’Europa, i quali dopo l’incontro con i legislatori a Strasburgo si sono riuniti nuovamente per discutere le proposte da sottomettere alle istituzioni competenti durante la prossima sessione plenaria.

Tra le proposte formulate vi è appunto, la richiesta di un sistema di accoglienza dei migranti più uniforme e munito di maggiori vie legali per la migrazione, facendo leva sui recenti sviluppi ai confini polacchi.

Se da un lato vi sono richieste di maggiore accoglienza, dall’altro non mancano opinioni discordanti come chi chiede, invece, un controllo piu serrato sui migranti che vogliono approdare in Europa.

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I duecento cittadini del panel hanno anche discusso circa la necessità di nuove misure e mezzi specifici per ridurre la migrazione quali varie forme di migrazione controllata, o quella di affrontare le cause intrinseche alle dinamiche migratorie nei paesi di origine, ad esempio potenziando le politiche di sviluppo o mettendo in discussione gli accordi di natura commerciale e militare dell’UE.

È stato anche a lungo discusso il tema della migrazione climatica e di come essa andrebbe contrastata, nonché quello dei mezzi per favorire l’integrazione dei migranti e dei residenti permanenti dell’UE e di tutelarne i diritti.

La Conferenza sul Futuro dell’Europa servirà per riprendere un processo di armonizzazione, iniziato con il Trattato di Lisbona, che ha subito una battuta d’arresto durante la pandemia ma che si propone di ricominciare su nuove basi, puntando su un attivo coinvolgimento dei cittadini europei, in prima linea per formulare e discutere nuove proposte inerenti al variegato tema dell’immigrazione e non solo.

Articolo a cura di Selene Catapano, LED x la Conferenza sul Futuro dell’Europa

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